Hortus simplicium

Nascita dei Giardini dei Semplici

Il monachesimo di san Benedetto da Norcia si diffuse in Europa in quel periodo di drammatica instabilità politica e sociale che caratterizzò il disfacimento dell’impero romano d’Occidente, storicamente conclusosi nel 476 d.C. con la deposizione dell’ultimo imperatore da parte del re degli Eruli Odoacre. In questo clima di frammentazione e spaesamento la cultura e lo stile di vita monastici, in particolare benedettini, ebbero, a partire dal secolo successivo, un ruolo fondamentale nella conservazione dei valori e del patrimonio culturale dei secoli precedenti. La nuova Regola, redatta da Benedetto dopo anni d’esperienza di  vita cenobitica ed eremitica, venne composta nel monastero da lui stesso fondato a Montecassino (529 d.C.). Benedetto prescrisse che all’interno del monastero - luogo in cui ogni monaco avrebbe trascorso in modo stabile la sua esistenza - fosse riservata particolare cura alla trascrizione dei codici antichi, salvatisi dalle devastazioni e distruzioni di quegli anni, perché la conoscenza in essi contenuta non andasse perduta. Tra questi volumi dell’antichità classica numerosi trattavano argomenti scientifici relativi alla botanica, e grazie a ciò fu approfondito lo studio delle piante medicinali e dei rimedi da esse ricavati. Tra i numerosi maestri del passato, Ippocrate, Catone il Vecchio e Galeno, ispirarono grandemente i monaci medievali avidi di conoscenza. La medicina monastica, che ebbe enorme sviluppo e diffusione nel corso dell’alto medioevo, si fondava sull’efficacia risanante dei cosiddetti “semplici”, ovvero le erbe medicinali da cui veniva estratto con differenti procedimenti il medicamento. La cura non agiva solo sul corpo ma anche e soprattutto sull’anima. Nacque così l’Hortus simplicium, allestito in un’area specifica del monastero per la coltivazione di piante aromatiche e medicinali. Ne potevano beneficiare non solo i monaci deboli o malati, ricoverati in un edificio generalmente prossimo all’Orto dei semplici, ma anche i numerosi pellegrini che vi facevano visita. L’hortus doveva essere ben delimitato e separato dagli altri spazi verdi, in segno di distinzione: era il luogo di pace e silenzio per eccellenza, di perfetta armonia tra natura e cultura, tra mondo naturale e umano intelletto.

English

The origin of the"Gardens of simple herbs"

The monasticism of St. Benedict of Norcia spread in Europe in a period of dramatic political and social instability that characterized the collapse of the Western Roman Empire, historically concluded in 476 AD  with the deposition of the last emperor by the barbarian king Odoacer. In this climate of fragmentation and disorientation, the monastic culture and lifestyle, in particular the Benedictine one, had a fundamental role in preserving the values ​​and the cultural heritage of the past centuries. The new Rule written by Benedict after years of experience of a cenobitic and eremitic life, was composed in the abbey of Montecassino (near Rome) that he himself had founded in 529 AD. Benedict prescribed that inside the monastery - the place where every monk would spend his life permanently - particular care should be given to the transcription of the ancient codes, saved from the devastation and destruction of those days, so that the knowledge they contained would never have been lost. Numerous of those antique scientific codices dealt with botany, and their study permitted the monks to increase the knowledge of medicinal plants and the remedies obtained. Among the experts of the past, Hippocrates, Cato the Elder and Galen greatly inspired medieval monks always eager for knowledge.
Monastic medicine, which had enormous development and diffusion during the early Middle Ages, was based on the restoring effectiveness of the so-called "simple", that is the medicinal herbs from which the medicine was extracted with different procedures. The cure did not only act on the body but also, and above all, on the soul. The Hortus simplicium was thus born. It was set up in a specific area of ​​the abbey for the cultivation of aromatic and medicinal plants. It could benefit not only the weak or sick monks, hospitalized in a building generally close to the Garden of the Simple, but also the numerous pilgrims visiting the abbey. The hortus had to be well defined and separated from the other green spaces, as a sign of distinction: it was the place of peace and silence par excellence, a site of perfect harmony between nature and culture, between the natural world and the human intellect.

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